LE OPERE DEL MAESTRO BRUNO VANNUCCI IN MOSTRA A SAN FELICE CIRCEO

San Felice Circeo (LT) – Dal 12 al 22 luglio 2007 sarà possibile ammirare presso la sala Porta del Parco - all’interno del palazzo baronale sito nel centro storico di San Felice Circeo - una mostra presentata dall’associazione MAESTRO “BRUNO VANNUCCI” e dedicata alle opere dell’artista scomparso due anni fa. In mostra una ventina di opere, l’ultima collezione realizzata dal Vannucci tra il 2003 ed il 2004. Sarà inoltre possibile ammirare “Circe mediatrice”del 1971, opera con la quale il Maestro Vannucci vinse il primo premio al concorso dedicato a Giuseppe Mastrototaro, sul tema “Centro storico di San Felice Circeo”.

La mostra offrirà l’occasione per riscoprire le opere del Maestro Vannucci (Siena 1931 - Formello 2005 ) - pittore, scultore, Accademico Tiberino e dell’Accademia Guglielmo Marconi – che con i suoi dipinti, i suoi disegni, le incisioni e le sculture realizzate con tecniche inventate a suo estro dopo aver seguito la tecnica dei Macchiaioli e degli Espressionisti, ha incarnato l’ideale dell’artista a tutto tondo; egli infatti negli anni 80 sentì la necessità di completarsi come artista scrivendo anche diverse raccolte di poesie e di racconti. È comunque grazie alla sua versatilità ed alla realtà artistica che seppe costruire, che il Vannucci è stato amato dal pubblico ed apprezzato dai critici di tutto il mondo (i suoi lavori oggi sono posseduti dai più attenti e sensibili collezionisti e sono esposti in diversi Paesi, europei e non).

Queste le parole di GIULIO CARLO ARGAN per definire i lavori del maestro: “La pittura di Vannucci è una conquista dell’Arte, una specie di sinfonia del creato che ti avvince e ti trascina ..."

Dott.ssa Valeria Maffei

 

L’omaggio del Maestro Bruno Vannucci alle vittime della strage di Nassiriya

Roma, 9 novembre 2006 – Una scultura realizzata in tufo intitolata “Crisalide di Pace” è l’omaggio che il Maestro Bruno Vannucci (1931 – 2005) volle dedicare alla memoria delle diciannove vittime dell’attentato che colpì la base italiana "Maestrale" a Nassiriya, in Iraq, il 12 novembre 2003: “Le mie crisalidi sono un momento di passaggio tra l’ipotesi e la cosa reale, quest’opera manifesta l’evoluzione dell’uomo in continua trasformazione e in continua ricerca di pace”.

Il Maestro Vannucci - pittore, scultore, Accademico Tiberino e dell’Accademia Guglielmo Marconi - ha saputo osservare e partecipare commosso alle complesse problematiche sociali del nostro tempo ed alle sofferenze dell’umanità. Egli ha infatti voluto ricordare con le sue sculture anche altri momenti drammatici della storia recente - come l’attentato alle torri gemelle e la resistenza durante la seconda guerra mondiale – con una forza espressiva tale da poter essere considerato portatore di “un’arte pura e veramente sofferta”. Il Vannucci, le cui opere si trovano sparse nel mondo, è un artista a tutto tondo che, grazie alla determinazione nel cogliere l’arte in ogni tipo di manifestazione, è stato in grado di passare dalle forme plastiche fatte di argilla e creta, alla pittura, fino ad arrivare alla composizione di poesie (la sua “Odissea Dantesca” ha vinto il primo premio Dante Alighieri nel 2003). Personalità ricca e versatile, il Maestro è pertanto considerato uno degli artisti più significativi del novecento.

Sulla parte anteriore della “Crisalide di Pace” - che nel 2004 il Vannucci volle donare ai bambini della scuola Soglian di Roma – è stata incisa la frase, scelta fra le tante scritte dai bambini, "La guerra distrugge la speranza dell'uomo" . Il monumento è stato affidato alla cura degli alunni perché lo adottino e trasmettano ai più piccoli il significato storico, civile ed emozionale di questa importante opera.

CRISALIDI DI PACE

Eran diciannove e l’hanno trucidati,

erano andati per portar la pace,

la loro vita è volata via col vento.

Li hanno strappati ai loro affetti,

e crocefissi alla gloria della croce,

eroi generosi, sono stati massacrati.

Eran diciannove e l’hanno trucidati;

e d’allora mi domando,

gli assassini che han fatto scempio

si sono mai fatti il segno della croce

od altro segno sacro?

Come han potuto bruciare quei ragazzi

che allor porgevano le mani tese?

Eran diciannove e l’hanno trucidati,

son diciannove le madri e spose sventurate,

son diciannove le madonne ai piedi delle croci.

Barbara ferocia di fanatici accecati.

Eran diciannove i nostri figli della strage,

e negli orecchi, ancora mi risuona una domanda.

Perchèèè ????????????

                               Bruno Vannucci

 

PRESENTATO AL TEATRO DI FORMELLO IL LIBRO “POESIE ARTE POVERA”, UNA RACCOLTA  DI DISEGNI DEL MAESTRO B. VANNUCCI E POESIE DI E. DEL VERO

Roma, 5 Novembre 2006  –  È stata presentato oggi – presso il Teatro di Formello – il libro “Poesie arte povera”, una raccolta di poesie scritte da Ezio Del Vero accompagnate dai bellissimi disegni del Maestro Bruno Vannucci: creazioni artistiche accostate come nella vita furono vicini e amici questi due uomini accomunati da un profondo amore per l’arte e da una straordinaria sensibilità verso quel mondo fatto di valori antichi e veri ormai sulla via del tramonto

Questo libro – realizzato grazie al contributo del Comune di Formello, Assessorato alle Politiche Culturali, e della banca di Credito cooperativo di Formello - mette insieme le poesie di Del Vero – dolci composizioni, alcune delle quali scritte in dialetto formellese, che evocando ricordi e la malinconia per i tempi lontani, ripercorrono le tappe fondamentali dell’esistenza dell’autore -  e le litografie del Maestro Bruno Vannucci, opere d’arte che esprimono con forza le idee di questo grande pittore e scultore scomparso, considerato dai critici d’arte uno dei più geniali artisti del novecento.

Questa raccolta di poesie può essere, in sintesi, considerato un omaggio che Ezio del Vero ha voluto dedicare al grande maestro di vita e d’arte Bruno Vannucci, le cui litografie illuminano le poesie timide e ricche di sentimento. L’amicizia con l’artista senese Bruno Vannucci è infatti una tappa fondamentale nella vita di Del Vero che così descrive questo incontro: “Quando parlai con Bruno la prima volta rimasi incantato, era la persona che cercavo da sempre. Mi prese subito in considerazione, mi insegnò tanto, forse tutto, mi incoraggiò ad avere fiducia in me, poi un giorno mi disse: Ezio, anzi, testone adesso sei un poeta.”

Dott.ssa Valeria Maffei