La pittura di Vannucci esclude con immediatezza l'univocità interpretativa. Essa si presenta sotto aspetti diversi, in una disponibilità sempre aperta, come se la soluzione fosse affidata esclusivamente al fruitore.
Ad esempio, l'angolazione ottica basata sul colore, cioè rapporti e passaggi tonali, formanti il gradiente luminoso. In questa possiamo ammirare la sapienza antica nel dar corpo e tenerezza alla materia pittorica, secondo un dosato gusto del fantasioso.
Ma l'angolazione di gran lunga più importante che dobbiamo considerare è il dato freudiano, per i misteriosi risvolti psichici che danno alla composizione risonanze sempre diverse, in una vertigine di sinuosità organiche, di lancinanti astrazioni, di magmi e dilatazioni che sgorgano dai profondi abissi della psiche; immagini nelle quali la fantasia gioca da oculare microscopico in ricerca della evocazione.
E tale risulta, cioè evocazione di un mistero al visibile, "immagine che egli. propone, quasi per un viaggio dentro noi stessi, dentro i meandri delle nostre fibre, vista mediante la magia di un potente ingranditore. Anzi, questo aspetto surreale emerge via via che l'occhio esplora la superficie e ne visualizza gli agenti più nascosti .e imprevisti.
La complessità del discorso pittorico di Vannucci è evidente; direi che questo artista così appartato e singolare possiede una capacità rara di automatismo espressivo.
Egli sa appropriarsi con determinazione del fluire del dettato interiore, escludendo qualsiasi programma, e nel contempo riesce a tener saldo il filo conduttore del suggerito. La cui lettura, apparentemente semplice, richiede invece un notevole approfondimento, e allora si riuscirà a scoprire la molteplicità degli urne e sensazioni che si celano sotto e che vengono condensate una acuta sensibilità di sapore onirico.
Discorso in cui convergono i molteplici elementi della natura in pure linee e cose che ancora non sono, anzi cercano anca una loro forma definitiva; è una concezione in continuo fermento che s'agglomera, s'intrica, si ammatassa, si scompone e dirama in infinite direzioni: quasi l'artista voglia rendere ancestrale il farsi stesso della creazione, fluido e forma insieme, prigionia e libertà, materia e spirito. Ne emerge una dimensione in perpetuo divenire, nella quale ricordi o parvenze si affacciano improvvise improvvisamente scompaiono: complessità di elementi psicofisici quasi forme riconoscibili nei diversi regni naturali in cui Immersi e dai quali ci sentiamo osservati.
Bruno Vannucci si è liberato, insomma, da una realtà più vicina ai nostri sensi e alla nostra sensibilità, quella della materia circostante, per suggerirci una realtà ancora più profonda ed autentica: quella delle radici stesse della vita, assunta e restituita con profondo senso emozionate, come ordine di puri rapporti rarefatte e armoniose leggi vitali. Una specie di sinfonia creato, che ti avvince e ti trascina, e che io senza altri termini definirei una conquista.
Giulio Carlo Argan

 

Vannucci fa parte di coloro la cui generazione ormai diventa portavoce sempre più responsabile di una cultura nazionale.
Andreas Szepessy critico e collezionista

.". . la sua è una visione della realtà psicologica, per.Artista sensibile che osserva e comprende le sofferenze spesso mute di una umanità disgregata e lacerata e di questo si commuove. Le sue forme possono sembrare dure, realizzate con prepotenza e spontaneità come le figure dei grandi maestri del passato, interpretate con senso di profonda meditazione alimentata da una febbrile fantasia.
Paulo Mendes critico internazionale

. . artista che rifiuta ogni facile compromesso per una visione sofferta in una allucinante descrizione, che è spontanea felicità di creazione. Vannucci esalta la forma delimitando le cose ed esaltandole con colori vibranti che conferiscono agli aspetti del reale un impulso vivido e prezioso.
Franjo Horvatic Dir. della Hlebinske Galerije

Des couleurs vibrantes, des formes très structurées équilibrent ses tailes dont se dègage une poèsie très particulière..
René Corvalho critico d’arte(Parigi)

. . . le opere presentate da questo pittore italiano, sono state molto apprezzate dai molti critici presenti i quali hanno sottolineato la maestria espressa da Vannucci nel saper fondere in una suggestiva sintesi le forme pittoriche tradizionali con un cromatismo ed una tecnica avanguardistica che donano alle sue tele una nuova dimensione.
O. Pogany Presidente della GaHeria d'Arte Ungherese

. . . la sua pittura non appartiene ad una determinata corrente di moda o ad un fatto di costume, essa è nel tempo
come una costante realtà proprio perché rispecchia genuini sentimenti e realismi che niente hanno di artificioso. Scevro di retorica, conscio dei problemi sociali di questa umanità travagliata, tenta di proiettarsi in un futuro pieno di speranze.
Hanne Finsen critico internazionale

ché scende nel profondo dell'essere, alle origini della coscienza e delle inquietudini attuali, tramite una interpretazione del dramma dell'uomo attuale che si affanna per ritrovare se stesso nei meandri di un mondo sconvolto.
José Ramon Dir. di Editora Livraria (S. Paulo)